Sumud in libera terra: agricoltura sostenibile e turismo inclusivo in Cisgiordania

Volge al termine in questi giorni il progetto “SUMUD in libera terra” AID10928. Il progetto, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, è stato implementato dal CRIC (capofila), EducAid, RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo) e da due partner palestinesi, Land Research Center & Mosaic Center. L’obiettivo generale del progetto è stato quello di contribuire al miglioramento della condizione economica delle famiglie residenti nelle zone aride e semi/aride dei distretti di Hebron e Betlemme, in Palestina.

Il progetto SUMUD, applicando l’approccio del Landscape Management (Gestione del Paesaggio) nei suoi interventi, ha operato nel territorio considerando gli aspetti ambientali, sociali e relazionali nel rispetto dei valori identitari della comunità locale. Attraverso questo approccio, il progetto si è concentrato nella valorizzazione sia dell’agro-biodiversità e della compatibilità climatica, anche in relazione al cambiamento climatico estendendo l’area coltivabile così da produrre maggiore reddito e riaffermare il diritto alla terra in aree a rischio di confisca sia della promozione del patrimonio culturale e paesaggistico dell’area, inserendola in nuovi percorsi turistici responsabili, sostenibili e inclusivi, sia supportando l’imprenditoria locale e includendo maggiormente le persone con disabilità nel processo di sviluppo del territorio.

L’azione di EducAid nei tre anni di progetto ha contribuito alla formazione di persone con disabilità e madri di persone con disabilità nell’area di AlBurj. In collaborazione con l’associazione NoorWeg di Betlemme, si è lavorato per aumentare la consapevolezza sui diritti delle persone con disabilità e avviare processi di micro-imprenditorialità per persone con disabilità e madri di persone con disabilità legati al potenziale sviluppo turistico della località.

Madri di persone con disabilità durante una formazione con NoorWeg

Il progetto Sumud ha inoltre avviato un percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale nell’area di Al Burj dove,  grazie l’impegno del Mosaic Center, è stato realizzato il restauro conservativo di una parte della cittadella fortificata risalente al periodo crociato. Qui è stato realizzato anche un museo vivente della casa e servizi ricettivi come un coffee shop e i servizi igienici accessibili.

La rinnovata area della cittadella fortificata di Al Burj

EducAid ha inoltre garantito una particolare attenzione alla promozione di un turismo per tutti in Palestina. Un turismo che garantisca la totale fruizione delle persone con disabilità agli spazi e alle strutture turistiche, riconoscendo il loro diritto di viaggiare e godere dei servizi turistici. In questa direzione, partendo dalle città di Betlemme e Hebron, 5 persone con disabilità, formate dalla RIDS, hanno svolto una mappatura dei siti turistici e delle strutture ricettive per valutarne l’accessibilità.  I risultati emersi da questa ricerca hanno portato alla definizione di linee guida per lo sviluppo del turismo inclusivo in Palestina e alla creazione di alcuni prodotti promozionali.

Un video, in arabo e inglese, per la promozione dei siti turistici accessibili di Betlemme, realizzato con una giovane donna con disabilità palestinese: https://youtu.be/9br_NHdNU7A

Una mappa interattiva per scoprire il grado di accessibilità dei siti turistici di Betlemme, visibile a questo link: https://www.educaid.it/wp-content/uploads/2021/01/Accessible-Bethlehem_MAP.pdf

Atheer durante le riprese del video di Betlemme accessibile

Le aree d’intervento del progetto, in particolare la rinnovata area di Al Burj, sono inoltre state inserite ne “La nuova guida delle libere viaggiatrici” (https://altreconomia.it/prodotto/la-nuova-guida-delle-libere-viaggiatrici/) che raccoglie itinerari per tutte le donne che amano viaggiare e che ci invita a scoprire la Palestina a partire dai progetti di EducAid, in collaborazione con MisterOne Viaggi e Turismo e AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Eleonora Paro

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattro × 5 =