Let’s Start Up: 12 imprese al femminile in Palestina

Consenti ad Amal, Amani Al., Amani Az., Ebtisam, Farial, Fotoon, Ghadeer, Hiba, Ibtisam, Intisar, Jawaher, Khitam, Lara, Manal, Nisreen e Samira di essere artefici del proprio destino

Amal Zahran Dona ora Madre di un ragazzo con disabilità uditiva, ha aperto un parco giochi a Rantis, Ramallah Amani Al-Zorba Dona ora madre di un ragazzo con disabilità intellettiva e di una ragazza con disabilità mancata durante il primo anno di progetto, ha avviato una falegnameria a Nablus Amani Aza’ar Dona ora madre di un ragazzo con disabilità intellettiva, ha aperto una cartoleria / centro servizi per studenti a Qabalan, Nablus Farial Hussein Dona ora madre di una ragazza con disabilità fisica ed intellettiva, ha aperto una lavanderia a Shuqba, Ramallah Fotoon Abu Hawash Dona ora madre di un ragazzo con disabilità, ha aperto una sartoria per il riciclo e il restyling di vestiti a Sebastia, Nablus Samira Abdat Dona ora madre di 5 minori con disabilità, ha aperto un catering di cucina tradizionale a Awarta, Nablus Ibtisam Ibrahim Dona ora madre di una ragazza con disabilità intellettiva, ha avviato un’apicoltura a Qufr Qalil, Nablus Ghadeer Ya’ish Dona ora madre di un ragazzo con disabilità, ha aperto un negozio di profumi e prodotti per la cura della pelle ad Assira Al-Shamaliyah, Nablus Intisar Jawabra Dona ora madre di Ibrahim, un ragazzo con disabilità intellettiva, ha aperto un centro culturale con caffetteria riservato alle donne, ad Assira Al-Shamaliyah, Nablus Khitam Hassan Dona ora madre di un ragazzo con disabilità intellettiva, ha aperto un minimarket a Qusra, Nablus Jawaher Samhan Dona ora ha una paralisi di una metà del corpo, ed ha avviato un allevamento di uova biologiche a Rantis, Ramallah Lara Shoman, Hiba Al-Masri, Manal Enjas, Ebtisam Hamayel, Nisreen Alqam Dona ora sono giovani donne con disabilità uditiva, hanno fondato uno studio di fotografia e animazione a Ramallah

Il contesto

La Palestina, terra antica, ricca di storia e cultura, è da decenni martoriata da dolorose contese politiche e religiose, che hanno portato all’occupazione da parte di Israele di un’area sempre più ampia. La mancanza di libertà, di scambio, di autonomia ha causato una crisi endemica a livello sociale ed economico che investe in maniera drammatica le fasce più vulnerabili della popolazione. Come EducAid da oltre 20 anni operiamo in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza proprio per promuovere i diritti e l’inclusione sociale delle persone con disabilità.

Nei Territori Palestinesi, infatti, le persone con disabilità, ed in particolare le donne, vivono una condizione fortemente stigmatizzata, tanto nella sfera familiare, quanto in quella sociale. Le sfide quotidiane che si trovano ad affrontare sono innumerevoli: alle attitudini sociali negative che considerano la disabilità un tabù vanno aggiunte le limitate opportunità di sostentamento finanziario all’interno di un duro e precario contesto politico ed economico, la presenza di molteplici barriere architettoniche e la mancanza di servizi specifici per bisogni speciali.

Come interveniamo

Da sempre, i nostri progetti mirano al superamento di un approccio assistenzialista in favore di azioni che permettano alle persone con disabilità di essere protagoniste della loro vita e di partecipare pienamente alla vita comunitaria.

Con Let’s Start Up abbiamo affiancato 16 donne con disabilità e madri di bambini con disabilità in un percorso di emancipazione personale e di formazione professionale che permettesse loro di riscattare la dignità attraverso la valorizzazione delle proprie inclinazioni e il lavoro.

I numeri del progetto

4 anni di lavoro per selezionare, formare, affiancare donne con disabilità o madri di bambini con disabilità in un percorso di empowerment volto al raggiungimento di indipendenza economica e riconoscimento sociale
8 istituzioni ed organizzazioni italiane e palestinesi partner
47 business plan elaborati
10 comunità coinvolte
12 imprese sociali avviate
16 donne che si sono rese protagoniste del proprio destino

Cosa puoi fare tu

La pandemia rischia di far chiudere queste microimprese, fondate con enorme dedizione da donne messe a dura prova dalla vita.

Sostienile con noi!

Il tuo contributo verrà utilizzato per acquistare materie prime e forniture allo scopo di garantirne la sostenibilità fino a dicembre 2021

Raccolta fondi promossa nell’ambito di “Donne in viaggio”, un progetto sostenuto con i Fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese