Paese: Palestina (Striscia di Gaza)
Finanziatore: AICS
Periodo: 12 mesi
Area tematica: Inclusione, riduzione disuguaglianze e diritti umani
Partner locali: COSPE, Palestinian Working Women Society for Development (PWWSD)
Partner italiani: RIDS, Casa delle Donne di Pisa

Obiettivo generale: Aumentare il livello di protezione e resilienza della popolazione vulnerabil della Striscia di Gaza e maggiormente esposta a violazioni dei Diritti Umani e del Diritto Internazionale umanitario

Obiettivo specifico: Migliorare la condizione fisica e psicosociale delle persone che hanno subito traumi a seguito di violenze e violazioni dei diritti umani

Beneficiari diretti: Il progetto, volto a migliorare le condizioni fisiche e psico-sociali di soggetti vulnerabili, promuove l’autonomia delle persone che hanno acquisito una disabilità durante eventi traumatici e il benessere psicosociale delle loro famiglie.
Le finalità e le attività del progetto si integrano pienamente con la Palestinian National Policy Agenda 2017-2022, che sancisce l’inclusione sociale, la protezione e l’empowerment sia economico che sociale delle persone con disabilità, nonché l’eliminazione di ogni forma di violenza contro donne, ragazze e bambine.
L’intervento vede protagonista 22 donne e 128 uomini nelle attività di riabilitazione erogati dall’equipe multidisciplinare e nell’attività di peer counselling; 50 PcD beneficeranno delle attività di ristrutturazione e adattamento ambientale a domicilio; 50 operatori nelle attività di capacity building.
Saranno convolte in percorsi di counselling familiare a domicilio almeno 150 famiglie, mentre almeno 360 donne e ragazze esposte a violenza di genere saranno coinvolte in sessioni di counselling di gruppo e individuale.
Almeno 175 minori con difficoltà di linguaggio saranno coinvolti/e in percorsi individuali di logopedia.
Almeno 1.000 persone saranno coinvolte in sessioni di prevenzione e sensibilizzazione organizzate da PWWSD, insieme con le operatrici delle CBO, nelle aree di progetto.

Beneficiari indiretti: L’intera comunità della Striscia di Gaza beneficerà delle azioni del progetto in quanto sarà possibile contare su una maggiore capacità di risposta a emergenze con un incremento a servizi inclusivi e di qualità per tutti. Si potrà altresì contare su un sistema di protezione contro le violazioni del diritto internazionale per le fasce vulnerabili. L’intervento gioverà su caregiver e famiglie di persone con disabilità, su donne e minori coinvolti/e nel progetto.

Sintesi di progetto: Il progetto si inserisce successivamente ai prolungati conflitti nei Territori palestinesi occupati che ha profondamente inciso sulla situazione umanitaria della Striscia di Gaza. L’isolamento imposto dallo Stato d’Israele alla popolazione palestinese continua a peggiorarne notevolmente le condizioni di vita, aumentando povertà, insicurezza alimentare, disoccupazione e limitazioni all’accesso ai servizi di base, e portando circa 1,6 milioni di persone ad avere bisogno di aiuti umanitari.  Il deterioramento delle condizioni di vita, inoltre, ha un impatto significativamente maggiore su bambini, donne e persone con disabilità.
Il progetto RE-ACT: ACTing for Resilience and Empowerment, ha reso accessibili le 5 CBO attive in aree marginalizzate attraverso lavori di adattamento ambientale. Tramite una mappatura dei servizi e la creazione di piani di gestione delle emergenze sono stati forniti alle famiglie e alle persone disabili degli strumenti di risposta emergenziale. Altresì attraverso attività di formazione rivolta al personale, è stata data la possibilità di offrire servizi migliori alle famiglie residenti.
L’azione mira all’autonomia delle persone con disabilità attraverso la distribuzione di ausili personalizzati e il riadattamento degli spazi a loro disposizione, come abitazioni. Tali attività sono state supportate da attività di peer counselling individuale e di gruppo.
L’impatto della Grande Marcia del Ritorno (GMR) su donne e ragazze permane anche dopo circa due anni. Infatti, laddove non direttamente ferite durante la GMR, le difficoltà socio-economiche e la presenza di feriti nelle famiglie, e il ruolo delle donne di caregiver primarie, continuano ad aumentare il rischio di isolamento sociale, insicurezza economica, deterioramento del benessere psicosociale, così come della violenza in ambito familiare.
L’intervento di EducAid, pertanto risponde a quelli che sono i bisogni educativi delle famiglie più fragili esposte a violenze e violazioni di diritti migliorando la propria salute psico-sociale. Ciò è stato possibile attraverso interventi di counselling individuali e familiari rivolti a tali fasce deboli. Altresì è stato svolto un counselling di gruppo per donne esposte a violenza di genere e un servizio di logopedia per minori.