Area Geografica: Kenya.

Capofila: Associazione Cittadinanza Onlus.

Finanziatore: Regione Emilia Romagna.

Periodo: 12 mesi.

Area Tematica: Educazione e Formazione, Sanita’.

Partner italiani: EducAid, ANSVI .

Partner locali: Koinonia Community.

Obiettivo generale: promuovere la salute e l’inclusione sociale e educativa dei bambini con disabilità nelle aree svantaggiate di Nairobi.

Obiettivi specifici:

1. garantire ai bambini con patologie dello sviluppo l’accesso a diagnosi, trattamento riabilitativo e assistenza sanitaria, in coerenza con l’obiettivo 3 dell’Agenda 2030

2. favorire l’educazione inclusiva dei bambini con disabilità, in coerenza con l’obiettivo 4 dell’Agenda 2030

3. promuovere l’empowerment delle madri dei bambini disabili delle baraccopoli, sia in termini di consapevolezza della propria condizione e di quella del figlio, che in termini di autonomia economica, in coerenza con l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030

4. sensibilizzare la popolazione dell’Emilia-Romagna sulle tematiche della disabilità, della cooperazione allo sviluppo, della cittadinanza mondiale.

Beneficiari diretti: Il progetto andrà a vantaggio di almeno 140 minori disabili – dagli 1 ai 16 anni e delle loro famiglie abitanti nella baraccopoli di Kibera e nei vicini quartieri popolari di Kawanguare e Riruta, distretto amministrativo di Dagoretti. 15 di questi bambini potranno beneficiare di un trattamento intensivo, frequentando il centro Paolo’s Home per 8 ore al giorno, stimolati dal punto di vista fisico e cognitivo dai terapisti e dagli insegnanti dello staff e consumando quotidianamente due pasti equilibrati dal punto di vista nutrizionale. Saranno selezionati, tra i numerosi richiedenti, quelli ritenuti in grado di ottenere miglioramenti significativi grazie al trattamento, di garantire continuità nella frequenza e impegno nel successivo inserimento nella scuola primaria. La selezione si basa su un accertamento medico iniziale e su un’approfondita discussione di ogni caso da parte del team del centro. I bambini ammessi avranno anche una diagnosi più precisa ed approfondita a cura dei neuropsicologi di ANSvi, in base alla quale verrà stabilito un percorso di riabilitazione individualizzato. Almeno 25 bambini, che hanno ottenuto miglioramenti significativi grazie alla riabilitazione presso il centro negli anni scorsi, saranno seguiti con un monitoraggio continuo nel loro percorso di inclusione nelle scuole della zona. Si avvantaggeranno inoltre della formazione degli insegnanti: tre seminari nel corso dell’anno che coinvolgeranno complessivamente almeno 60 docenti delle scuole del territorio. L’aggiornamento si avvarrà delle competenze di un’associazione locale, SEP (Special Education Professionals) e di EDUCAID, partner italiano del progetto, che organizzerà direttamente uno dei seminari previsti. Gli altri bambini – almeno 100 – beneficiari del progetto seguiranno invece un percorso riabilitativo che prevede alcune sedute settimanali presso il centro o i suoi ambulatori sul territorio. Potranno trarre vantaggio dall’intervento di fisioterapisti, terapisti occupazionali e logopedisti. Le richieste per questo tipo di terapie sono in forte crescita in tutta la zona. Anche in questo caso la selezione verrà fatta in base alla possibilità di ottenere miglioramenti significativi. Verrà richiesto un impegno assiduo nel seguire la terapia, pena l’esclusione che permetterà di offrire il servizio ad un altro richiedente. Spesso la distanza dal centro è uno dei fattori che limitano l’assiduità alle sedute; per questo sono stati aperti due ambulatori decentrati. Beneficiarie dirette del progetto sono anche le mamme (o comunque chi si occupa del minore, spesso la nonna, talvolta una sorella maggiore) dei bambini che frequentano il centro. Si stima che saranno coinvolte almeno un centinaio di donne. Chi di loro ne farà richiesta potrà accedere ad attività di sostegno psicologico e counseling presso il centro stesso. Per loro saranno anche organizzati incontri periodici di informazione sui bisogni speciali dei bambini con disabilità, sui loro diritti e sui provvedimenti governativi di sostegno, molto spesso non conosciuti dagli strati sociali più in difficoltà, sulla sfida dell’inclusione scolastica, sulla necessità di un’alimentazione equilibrata per sostenere il recupero psicofisico del bambino. Ad ogni incontro la partecipazione sarà di almeno 40 donne. Le mamme dei bambini frequentanti il centro saranno sostenute anche ad avviarsi all’autonomia economica o ad incrementare il reddito in modo da poter affrontare, almeno parzialmente, le spese per le cure del figlio disabile. Si rafforzerà la già esistente attività di micro finanza, cui partecipano, per ora un gruppo di 25 donne. Il risparmio e il credito sono indirizzati al sostegno di attività generatrici di reddito già consolidate. Si stima che un’altra ventina di donne seguiranno un training per iniziare un’attività generatrice di reddito nel corso del progetto. Si stima che parecchie di loro inizieranno anche attività di risparmio e credito. Saranno anche trattati i temi nutrizionali e saranno introdotte attività di orticoltura urbana con cui saranno coinvolte una trentina di donne.

Beneficiari indiretti: Beneficiari indiretti delle attività del progetto sono le comunità di Kibera, Kawanguare e Riruta che riceveranno informazioni rilevanti sui diritti dei disabili, in particolare dei minori disabili, e sui doveri della comunità e delle amministrazioni locali nei loro confronti. Si stima che alcune migliaia di persone ascolteranno trasmissioni di radio comunitarie su temi quali: l’inclusione scolastica prevista dal nuovo curricolo entrato in vigore nel corso dell’anno scolastico 2018; i provvedimenti governativi di supporto ai disabili e come accedervi; i servizi che il territorio offre ai minori disabili e come migliorarli; e altri temi del genere. Le trasmissioni saranno organizzate in collaborazione con la coalizione di associazioni che si occupano di disabilità recentemente formatasi nel paese e verranno trasmesse dalle Radio Pamoja, di Kibera, e da Radio Matani, di Dagoretti. Saranno anche organizzate attività pubbliche che puntano all’inclusione sociale dei bambini disabili in occasione della giornata internazionale a loro dedicata, ma non solo. Si stima che alcune centinaia di persone saranno coinvolte in queste attività in cui i minori disabili saranno tra i protagonisti.

Sintesi del progetto: Il progetto si propone di sostenere il diritto alla salute e all’inclusione scolastica e sociale di almeno 140 minori disabili, dagli 1 ai 16 anni, di fasce sociali svantaggiate. L’intervento è basato a Kibera, la più grande baraccopoli di Nairobi dove opera dal 2007 Paolo’s Home, centro per la riabilitazione di minori disabili gestito dall’associazione Koinonia, partner locale del progetto. Paolo’s Home fornisce diversi servizi: un centro diurno per una quindicina di piccoli pazienti e un ambulatorio per sedute di fisioterapia, terapia occupazionale e logopedia frequentato annualmente da un centinaio di bambini con differenti disabilità. Da quest’anno ha aperto due ambulatori decentrati allo scopo di facilitare l’accesso alla riabilitazione, di cui è aumentata la richiesta in zone da cui il centro non è facilmente raggiungibile. Il progetto si propone di consolidare ed estendere i servizi riabilitativi che Paolo’s Home offre in modo che possano essere raggiunti, gradualmente, un maggior numero di pazienti. L’associazione Cittadinanza Onlus, con il suo partner ANSvi (Associazione di neuropsicologia dello sviluppo) sostengono il centro dal 2013 con missioni per la valutazione delle condizioni dei piccoli pazienti e il monitoraggio dell’evoluzione del loro recupero psicofisico. E’ risultato evidente che è necessario promuovere l’aggiornamento teorico pratico dei terapisti e introdurre una metodologia di riabilitazione meglio adeguata alla situazione di disabili in età evolutiva. Per questo, ANSvi, in collaborazione con un’associazione locale, SEP (Special Education Professionals), organizzerà un primo corso pilota cui parteciperanno una ventina di terapisti. L’obiettivo ultimo della riabilitazione è l’inclusione sociale e scolastica, prevista anche dal nuovo curriculo, entrato in vigore quest’anno. Un gruppo di 25 pazienti di Paolo’s Home sono già stati inseriti nelle scuole del territorio e sono seguiti costantemente. A sostegno di un inserimento effettivo ed efficace, si organizzeranno momenti di scambio di esperienze e di aggiornamento cui parteciperanno una sessantina di insegnanti. Un seminario sarà organizzato da EDUCAID, partner del progetto sui temi dell’inclusione. Sarà promossa anche la partecipazione dei piccoli pazienti a momenti di gioco e socializzazione con coetanei delle scuole del territorio. Sarà infine diffusa informazione sui diritti delle persone disabili attraverso trasmissioni delle radio comunitarie del territorio. Beneficiarie del progetto sono anche le mamme dei bambini del centro. Si tratta di donne che, molto spesso, si trovano ad affrontare da sole i problemi posti da un figlio disabile. Per loro saranno organizzati incontri di formazione e informazione periodici, un corso di formazione e uno per la gestione e sviluppo di attività generatrici di reddito. Sarà anche monitorato e rafforzato uno schema di risparmio e prestito già funzionante. Complessivamente saranno coinvolte nelle attività un centinaio di donne.