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Paese: Palestina

Finanziatore: Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – Sede AICS di Gerusalemme

Periodo: Agosto 2018 – Giugno 2019.

Area tematica: Protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione rifugiata di Gerusalemme Est nel settore dell’educazione e dell’acqua, igiene, ambiente, territorio, gestione risorse naturali, cambiamenti climatici.

Partner locali: Il Palestinian Child Center (CC), UNRWA

Partner italiani: Overseas Onlus

Obiettivo generale: Contribuire a rafforzare i meccanismi di protezione della popolazione rifugiata di Gerusalemme Est, la cui situazione risulta critica a causa delle politiche di segregazione delle autorità isrealiane.

Obiettivo specifico: Migliorare le capacità di risposta alle crisi e di protezione dei minori, delle famiglie e degli attori (UNRWA, PC, CBOs) operanti nel del campo profughi di Shufat, che risulta uno dei più vulnerabili a causa della forte crescita demografica a cui sta assistendo. Il sovraffollamento del campo ha portato ad una enorme pressione sulle infrastrutture e i servizi esistenti di base, quali acqua, sanità ed educazione, esacerbando la condizione di vulnerabilità della popolazione residente e rendendo necessario il rafforzamento dei meccanismi di protezione.

Beneficiari: 357 minori che beneficiano delle attività educative scolastiche ed extra scolastiche e migliorano la propria condizione psicosociale; 35 insegnanti (7 uomini – 28 donne) e 2 counsellor (entrambi donne) che rafforzano le proprie competenze educative, pedagogiche e di supporto psicosociale; 7 educatrici del Child Center che aumentano la propria conoscenza pedagogica; almeno 30 caregivers (principalmente madri), che beneficiano di attività di supporto psicosociale e community engagment; 110 famiglie dei quartieri di Khalafe e Tawale per un numero totale di 660 individui (bambine 128, bambini sotto i 18 anni 138, donne 182 e 180 uomini d’età compresa tra i 18 e 59 anni, 33 persone anziane sopra i 60 anni); 252 ragazzi in età scolastica e 34 docenti della UNRWA Boys School, 525 ragazzi/ragazze e bambini/bambine (350 bambine e ragazze, 175bambini e ragazzi) in età scolastica delle tre scuole UNRWA di quindici classi, con i 15 docenti e 3 direttori scolastici; 4 CBO attive all’interno del Campo che beneficiano delle attività di capacity building per rafforzare le loro competenze di Advocacy; almeno 1.000 persone, fra cui rappresentanti di organizzazioni locali e internazionali, che partecipano alla disseminazione degli strumenti di advocacy elaborati.

Sintesi del progetto: Le condizioni di vita insopportabili all’interno del campo, causate dalla disintegrazione delle relazioni sociali e dalla mancanza o inadeguatezza delle infrastrutture di base e dei servizi (acqua, elettricità, sistema di raccolta dei rifiuti e delle acque piovane) esasperano la violenza e il vandalismo, e incentivano l’abbandono, l’insicurezza, la precarietà e la marginalizzazione per molte persone che vivono nel campo, soprattutto della parte di popolazione più vulnerabile come donne e minori. La maggior parte delle scuole UNRWA di Shu’fat mostrano una situazione di estrema criticità: esse non solo non riescono ad offrire un ambiente di riparo e di istruzione organizzato, ma al contrario diventano un contenitore vuoto in cui violenze e frustrazioni vengono amplificate. Solo negli ultimi 3 anni, le scuole UNRWA hanno progressivamente perso 264 studenti (oltre il 20% del totale), con un picco particolarmente preoccupante nella Boys School . Questa riduzione di studenti non riflette tuttavia una diminuzione della numerosità delle classi, poichè la crisi del personale ha avuto conseguenze dirette nel rapporto tra studenti/spazio classi e tra studenti/insegnanti. Tale situazione di sovraffollamento è ulteriormente aggravata dalla quasi totale assenza di un supporto psicosociale strutturato per le bambine e i bambini, la cui necessità è data dal fatto che, come rilevato dalle insegnanti del PCC, i minori sono spesso sottoposti ad una triplice dimensione di violenza: in famiglia, a scuola, in strada. Gli insegnanti infatti si fanno autori di violenza (sia fisica che verbale) come misura correttiva per la cattiva condotta o per comportamenti inappropriati degli studenti. Ciò porta di conseguenza ad un estensivo uso della violenza anche tra pari, che si manifesta in modalità differenti tra ragazze e ragazzi. Il progetto mira, attraverso ad attività di coaching e formazione all’interno delle 3 scuole UNRWA e del Palestinian Child Center, e attraverso l’adozione di un approccio di genere e di educazione inclusiva, ad aumentare il benessere psicosociale di bambine e bambini grazie al potenziamento dei servizi strutturati. Oltre a ciò, il progetto intende intervenire con attività WASH sia all’interno dei due quartieri di Khalafe e Tawale per il recupero dei sistemi fognari e igienici, che nelle UNRWA Boys School per la riqualificazione dei bagni. Ciò è inteso come primo passo verso il raggiungimento di spazi educativi salutari e il miglioramento delle condizioni di accesso all’educazione, insieme alle attività di sensibilizzazione sull’igiene personale in cui sono coinvolte quindici classi degli istituti UNRWA. Allo stesso tempo, un’ulteriore componente del progetto riguarda il rafforzamento delle capacità degli attori locali (CBOs) nel pianificare azioni di advocacy in risposta alle violazioni dei diritti della popolazione del campo.