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Paese: Gerusalemme Est, Cisgiordania (T.A.P. Territori Autonomi Palestinesi)

Finanziatore: Unione Europea, Provincia di Potenza

Periodo: aprile 2010 – febbraio 2012

Area tematica: empowerment socio-educativo

Partner locale: Teatro Nazionale Palestinese, centro culturale “Beit Jibrin”, centro giovanile per la cultura e lo sviluppo, centro “Al Rowwad”

Obiettivo: gli obiettivi generali del progetto sono quelli di dare opportunità di un futuro migliore ai giovani e bambini di Gerusalemme Est e nei Campi profughi della Cisgiordania della cintura intorno a Gerusalemme, promuovendo partecipazione sociale e luoghi educativi sicuri, in cui incontrarsi per costruire il loro futuro insieme. Si intende inoltre offrire ai giovani ed ai bambini di Gerusalemme est e dei campi di Shufat, Al ‘Azza, Qalandia, e Aida, la possibilità di creare contatti fra le proprie comunità per rinforzare le proprie radici comuni. Obiettivo specifico è rafforzare il Teatro Nazionale Palestinese, il centro culturale “Beit Jibrin”, il “centro giovanile per la cultura e lo sviluppo”, ed il centro “Al Rowwad”, in termini di competenze socio-educative, management, costruzione di competenze, visibilità e comunicazione. L’empowerment delle quattro associazioni mira a migliorare e rinforzare il loro ruolo attivo all’interno della società palestinese, in particolar modo in ambito socio-educativo

Beneficiari finali: i maggiori beneficiari del progetto sono i bambini e giovani di Gerusalemme Est e dei campi profughi di Shufat (Governatorato di Gerusalemme), Aida (Governatorato di Betlemme), Al ‘Azza (Governatorato di Betlemme), Qalandia (Governatorato di Gerusalemme), che beneficeranno di spazi in cui potersi esprimere e giocare liberamente; 13 educatori palestinesi delle associazioni locali del Teatro Nazionale Palestinese, del centro culturale “Beit Jibrin”, del “centro giovanile per la cultura e lo sviluppo”, e del centro “Al Rowwad”, sono rinforzati, in termini di formazioni su educazione attiva e metodologie legate all’utilizzo del ludobus; le quattro associazioni in termini di empowerment del loro ruolo svolto all’interno della società palestinese

Il progetto in sintesi: il progetto permetterà di creare e mettere in rete una serie di “Ludobus ed eco-Ludobus” nelle aree di Gerusalemme est occupata, e nei campi profughi appena al di là del muro di segregazione costruito dallo stato israeliano. Il muro non permette ai palestinesi che vivono in Cisgiordania l’accesso a Gerusalemme, alle proprie case se queste sono state costruite al di là del muro, e non permette di visitare le proprie famiglie quando queste abitano a Gerusalemme. Il muro, inoltre, spacca la Palestina in due, rendendo impossibile per un palestinese residente in Cisgiordania l’accesso alla Striscia di Gaza, e per un palestinese di Gaza l’accesso alla Cisgiordania. Dallo scoppio della seconda Intifada la possibilità di mobilità dei palestinesi è progressivamente deteriorata, creando lacerazioni all’interno di famiglie, ma soprattutto a livello sociale: il muro di segregazione sta minando le basi dell’unità socio-culturale del popolo palestinese; oggi un adolescente di un “quartiere bene” di Gerusalemme Est come Beit Hanina considera un ragazzo che vive a poco più di 3 chilometri da lui, al di là del muro, nel campo profughi di Qalandia, poco meno che uno straniero.

Risultati attesi: il Teatro Nazionale Palestinese, il centro culturale “Beit Jibrin”, il “centro giovanile per la cultura e lo sviluppo”, ed il centro “Al Rowwad”,  rinforzati nel loro ruolo socio-educativo all’interno della società palestinese; nuove competenze socio-educative e manageriali create nelle quattro associazioni; bambini e giovani delle comunità di Gerusalemme Est, e dei campi profughi di Al ‘Azza, Qalandia, e Aida, messi in condizione di avere libero accesso a luoghi sicuri in cui giocare, esprimersi, e partecipare liberamente alla costruzione del proprio futuro; creazione di un web-twinningdove giovani, bambini, ed educatori delle quattro organizzazioni di Gerusalemme Est e dei campi di Al ‘Azza C, Qalandia, e Aida, possano scambiarsi giornalmente idee ed esperienze connesse al proprio lavoro, alla propria vita, alle comune radici culturali; società civile europea e palestinese sensibilizzata sulla situazione problematica dei giovani in Palestina; progetto promosso come esempio di buona prassi

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