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Peer to Peer: percorsi di resilienza ed Empowerment per donne e persone con disabilità nella striscia di Gaza.

Paese: Palestina: Governatorato di Rafah: Al Bayuk , Shokatas Sufi, Rafah Camp ( Yubna ), Zalata; Governatorato di Khan Younis: Khuzaa , Al Foukhari , Abassan Al Khabira , Abassan Al Jadida; Governatorato di Deair Al Balah: Deir Al Balah Camp; Governatorato di Gaza: Zeiton , Tufah , Shijayieh; Governatorato di Nord Gaza: BeithLahya , BeithHanoun.   .
Finanziatore: UTL 
Periodo: 1 Settembre 2016 – 31 marzo 2017.
Area tematica: Protezione dei rifugiati e sfollati 
Partner locali: El-Amal Rehabilitation Society – Rafah; Alasdiqaa Association for People of Special Needs; General Union for Person with Disabilities – Rafah; Palestine Red Crescent Society; Deir Al Balah Rehabilitation Society; Al- Burij Society for Community Rehabilitation; Palestine Avenir for Childhood Foundation; Baitona for Community Development; Jabalia Rehabilitation Society; General Union of Disabaled Palestinians – Gaza; The National Center for Community Rehabilitation; Palestinian Working woman society for development.
Partner italiani: cospe
Obiettivo generale: Rafforzare la resilienza della popolazione palestinese, resa vulnerabile a causa dei traumi psicologici e fisici riportati in seguito alle ultime operazioni militari.
Obiettivo specifico: Migliorare la preparedness delle CBOs e la capacità di risposta al trauma dei gruppi vulnerabili, con particolare riferimento a PcD e donne.
Beneficiari: • 360 persone con disabilità, acquisita e non beneficeranno delle attività di peercounselling attraverso sedute di gruppo;
• 200 persone con disabilità riceveranno supporto di counselling individuale;
• 12 peercounsellor riceveranno una formazione avanzata in tecniche e metodologie di peercounselling in particolare in ambito di tematiche di genere;
• 12 peercounsellor riceveranno una formazione avanzata in tecniche e metodologie di peercounselling in particolare in ambito di tematiche di genere;
 • 21 CBO miglioreranno la propria capacità di rispondere ai bisogni della propria comunità e di mettersi in rete con i servizi locali.
• Circa 240 donne beneficeranno del supporto di counselling individuale,
• 1500 persone (donne e PcD ) partecipano ad attività di Teatro/Forum,
• 1.800 donne beneficeranno dei gruppi di aiuto organizzati nelle 3 CBO target di progetto, sotto la supervisione dei counsellor del PWWSD,
• Circa 2.000 donne e ragazze beneficeranno delle sessioni di prevenzione e sensibilizzazione che saranno organizzate dal PWWSD, insieme con le operatrici delle CBO, nelle aree di progetto,
• 17 counsellor accresceranno le proprie competenze in ambito di supporto psicosociale ed in particolare in ambito di approccio inclusivo alla disabilità, Nella selezione dei benefici, verrà facilitata l’inclusione di donne con disabilità nelle attività di supporto psicosociale, in quanto vittime di doppia discriminazione.
• Le famiglie delle persone con disabilità e delle donne coinvolte nel progetto,
• Le comunità locali delle aree coinvolte nel progetto,
• Le organizzazioni che si occupano di supporto legale e psicosociale nella Striscia di Gaza,

Sintesi di Progetto:
Obiettivo del progetto è fornire protezione e supporto psicosociale alle fasce più vulnerabili della popolazione, particolarmente alle persone disabili e in special modo verso coloro divenute tali in seguito agli ultimi conflitti e alle donne la cui situazione economica e sociale è stata colpita drammaticamente dall’ultimo attacco israeliano. Le aree di intervento saranno, di conseguenza, quelle maggiormente colpite dalle ultime operazioni militari condotte da Israele. Secondo i dati del ministero della salute palestinese, circa 1143 persone ferite durante l’operazione ProtectiveEdge hanno riportato una disabilità permanente e dunque necessiteranno di supporto psicosociale. Di questi, Educaid è riuscita a definire la condizione di 717 individui: il 27% sono donne (196), contro il 73% di uomini (521). Il 65% avrebbe una disabilità motoria, 6% ustioni permanenti, 6% disabilità visiva, 1% disabilità uditiva, 22% altre disabilità.
La convenzione delle Nazioni Unite delle persone con disabilità, definisce la stessa come il risultato di un’interazione fra persone aventi delle menomazioni e barriere sia di carattere comportamentale che ambientale. Considerato il contesto appena descritto, un sostegno e un supporto al conseguimento dei diritti fondamentali di tali individui risulta cruciale. La convenzione appena citata, inoltre, consiglia un’approccio alla disabilità cosiddetto Disability Mainstreaming, ovvero basato sulla considerazione della stessa come un aspetto non speciale ma inserito in un contesto di sviluppo inclusivo.

Il peercounseling, consulenza alla pari, è un metodo basato su una relazione di aiuto in grado di attivare processi di empowerment individuale ed emancipazione sociale. Esso è basato sul rapporto fra individui che vivono la stessa condizione sociale e più in dettaglio, si basa su un rapporto fra consulente e consultante. Il consulente costituisce la testimonianza vivente della raggiungibilità degli obbiettivi che danno pienezza alla condizione esistenziale. Tale metodo deriva dalle esperienze sociopolitiche di emancipazione sviluppate negli Stati Uniti da gruppi fortemente marginalizzati. Esso si basa su alcuni elementi chiave come ascolto, comprensione empatica, rispecchiamento, concretezza, consapevolezza del corpo lavoro con le emozioni e fantasia, problemsolving, pianificazione.

Per la riuscita del progetto saranno attivati circa 32 cicli di peercounseling: almeno 320 persone usufruiranno del servizio di peercounseling di gruppo; almeno 200 soggetti, invece, usufruiranno del peercounseling individuale.
saranno istituiti, entro il primo mese, 10 sportelli di supporto psicosociale funzionanti; 2000 donne parteciperanno a sessioni di prevenzione e informazione; 240 donne parteciperanno, entro la fine del progetto, a programmi di peercounseling individuale e familiare; saranno attivati gruppi di aiuto che prevedono la partecipazione di circa 1800 utenti; inoltre, 1500 donne e 400 persone con disabilità, parteciperanno a workshop di carattere teatrale entro il settimo mese del progetto; saranno altresì previsti incontri di coordinamento tecnico e di scambio di metodologie fra i gruppi di counselors; rafforzamento delle competenze delle CBO (Community based organisations)che trattano questioni di genere, anche sul tema concernente il Disability mainstreaming; infine, è prevista la creazione di un sistema digitale, accessibile via web e dispositivi mobili, allo scopo di raccogliere casi delicati segnalati sia dalle CBO, che dalla popolazione stessa.