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Paese: Governatorato di Rafah ; Governatorato  di Khan Younis; Governatorato di Gaza; Governatorato di Nord Gaza (Striscia di Gaza) – Territori Palestinesi Occupati (TPO).

Finanziatore: UTL (Unità Tecnica Locale).

Periodo: 15 Settembre 2015 – 15 Maggio 2016.

Area tematica: Protezione e supporto psicosociale delle persone diventate disabili, dei minori e delle famiglie che a seguito del conflitto sono in condizioni di vulnerabilità.

Partner locali: El Amal Rehabilitation Society.

Partner italiani: FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), DPI (Disabled People’s International) Italia.

Obiettivo generale: Contribuire a rafforzare la resilienza della popolazione palestinese resa vulnerabile a causa dei traumi
psicologici e fisici riportati in seguito alla ultime operazioni militari.

Obiettivo specifico: Migliorare la risposta al trauma delle persone diventate disabili a seguito degli ultimi conflitti, con
particolare riferimento all’operazione militare “Protective Edge”, e dei minori (disabili e non), attraverso azioni di supporto
psicosociale e peer counselling.

Beneficiari: I beneficiari delle attività di supporto psicosociale includeranno: 700 bambini tra i 3 e i 5 anni iscritti nelle scuole materne situate nelle zone più colpite e che, di conseguenza, hanno subito i maggiori traumi dal conflitto armato. Considerando la grave situazione post-conflitto, si agevolerà la partecipazione alle attività di supporto psicosociale di bambini con disabilità normalmente esclusi dal sistema educativo, con particolare attenzione a quei bambini divenuti disabili a causa dello stesso. 300 bambini tra i 6 e i 12 anni nei centri educativi: nella selezione si presterà particolare attenzione a coinvolgere bambini che mostrano segni di disagio psicologico, bambini che hanno subito ferite, bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori a causa del conflitto. 1000 bambini tra i 3 e i 12 anni e 300 genitori di minori (con disabilità e non), i quali beneficeranno delle attività di coesione sociale. Inoltre anche 5 centri educativi e 10 scuole del Governatorato Sud Rafah – Khan Younis, localizzati in aree particolarmente colpite dal conflitto, saranno beneficiari diretti dell’azione. Invece, per quanto riguarda l’ attività psicosociale per persone disabili, i beneficiari saranno: 7 Community Based Organizations (CBOs)/Disabled People’s Organizations (DPOs); 10 formatori/ peer counselors legati alle CBOs beneficiarie e 300 persone disabili selezionate tra quelle che hanno riportato forme di disabilità permanente a seguito dell’operazione “Protective Edge”. I beneficiari indiretti individuati sono i seguenti: le famiglie dei bambini e delle bambine coinvolti nel progetto, le famiglie delle persone con disabilità coinvolte nel progetto e le comunità locali delle aree coinvolte dal progetto.

Sintesi di Progetto: Il numero di persone ferite e che hanno sviluppato o svilupperanno disabilità a seguito dell’operazione “Protective Edge” è drammaticamente elevato: 11.000 persone sono rimaste ferite, tra queste 3.374 bambini e 2.088 donne. Questi individui assistono al cambiamento repentino delle proprie prospettive di vita e sono destinati a restare in una situazione di diversità funzionale che, in un ambiente non favorevole come quello della Striscia di Gaza, li costringerà a vivere in condizioni di disabilità. La disabilità infatti non è delineabile di per sé in termini oggettivi e assoluti ma è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali. Di conseguenza, i principali problemi che affiggono le persone che hanno sviluppato disabilità in seguito a “Protective Edge” sono: la diffusione di un approccio obsoleto di natura assistenzialistica nei confronti della disabilità: essa è ancora concepita come una condizione prettamente fisica; le strutture socio-sanitarie della Striscia di Gaza, incapaci di fornire il supporto psicosociale necessario alle persone che hanno sviluppato disabilità e lo scarso riconoscimento e consapevolezza della disabilità all’interno della comunità palestinese. Invece, per quanto attiene l’infanzia, le principali problematiche riguardano: lo stress psicologico derivante dalle vaste operazioni militari; l’assenza quasi totale di spazi child-friendly nel sud della Striscia di Gaza; la scarsa conoscenza e accettazione della disabilità.

Il progetto intende rispondere a questi bisogni attraverso la sessioni formative ( con modalità di peer counselling) con la quale le persone con disabilità (esperti di DPI e FISH) istruiranno 10 persone con disabilità a loro volta in grado di fornire supporto psicosociale ad altre 300 persone con disabilità. Inoltre, si provvederà alla creazione di spazi child-friendly che rappresenterà un luogo di socializzazione, scambio, espressione del sé e superamento del trauma per 1000 bambine e bambini, normodotati e disabili, accompagnati ed affiancati da educatori psicologi e dai loro genitori.