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Paese: Territori Palestinesi (TP), Nablus, Jenin, Bethlem, Ramallah, Hebron.

Descrizione contesto-paese: Le persone con disabilità nei territori palestinesi affrontano innumerevoli sfide in quasi tutti gli aspetti della loro vita. Tra questi, l’accesso limitato a servizi di qualità, la mancanza di competenze da parte dei fornitori di servizi, l’aumento dei costi e della difficoltà di essere disabile all’interno di un duro e precario contesto politico ed economico, un ambiente fisico ostile, atteggiamenti sociali negativi, limitate opportunità di sostentamento e reddito, l’esclusione dalla vita sociale e culturale, il mancato accesso all’assistenza legale. Essere una donna disabile in Palestina significa far parte di uno dei gruppi tra i più emarginati, trascurati, isolati ed esclusi della società. L’analisi del contesto effettuata da Educaid tra Febbraio-Aprile 2013 ha rivelato, all’interno della società palestinese, una percezione della disabilità fortemente stigmatizzata che è causa di discriminazione. Tale discriminazione è ancora più profonda nel caso delle donne con disabilità (DcD), dato che la maggior parte di esse rimane nascosta e silente, le loro preoccupazioni sconosciute ed i loro diritti trascurati. Le DcD vivono in un contesto patriarcale sotto il doppio peso di essere disabili e donne. Il pregiudizio continua a prevalere, facendo delle DcD uno dei gruppi più vulnerabili della società palestinese.

Finanziatore: Ministero degli Affari Esteri.

Periodo: Aprile 2014-marzo 2016.

Area tematica: Empowerment delle persone con disabilità.

Partner locali: Stars of Hope Society, Assawat Society, GUPWD (General Union of Person with Disabilities).

Partner italiani: AIFO – Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau.

Obiettivo generale: promozione della partecipazione attiva e dell’inclusione sociale delle persone con disabilità nel contesto palestinese conformemente alle Convezioni delle Nazioni Unite (in particolare la “CRPD” Convenzione per i diritti delle persone disabili – 2006).

Obiettivo specifico: Empowerment delle organizzazioni di disabili palestinesi e il rafforzamento del loro ruolo e del coordinamento nazionale per renderle più efficaci nel rispondere ai bisogni delle persone (donne in particolare) con disabilità in un’ottica inclusiva.

Beneficiari: 1200 persone con disabilità, di cui circa il 70% donne, che vivono nelle aree più emarginate della Cisgiordania, essi costituiscono uno dei più gruppi vulnerabili più trascurati ed emarginati in tutto il paese. I beneficiari indiretti dell’azione saranno invece 6100  (almeno 2000 tra PcD e loro familiari beneficeranno dell’empowerment delle DPOs, almeno 2000 tra PcD beneficeranno dall’inclusione del tema della disabilità nelle attività delle CBO attive nella protezione ed empowerment femminile, almeno 1000 familiari beneficeranno degli eventi culturali, 1040 beneficeranno di training per le PcD mentale e le loro famiglie, 760 familiari otterranno benefici indiretti dalla partecipazione ai training sull’empowerment delle persone disabili e 600 persone beneficeranno della ricerca emancipatoria.

Sintesi del progetto: L’azione è intesa a sostenere il movimento delle Persone con Disabilità (PcD) in Cisgiordania, in particolare donne. La metodologia di azione promuove l’empowerment delle organizzazioni di persone con disabilità (DPOs), come attori principali nella promozione dei Diritti Umani delle PcD in Palestina. Nel contesto palestinese, le organizzazioni che lavorano sul tema della disabilità sono organizzate per – e non da – persone disabili. La struttura decisionale è spesso verticistica (dall’alto verso il basso), e tende a seguire ricette predeterminate piuttosto che cercare soluzioni liberatrici. La prestazione di servizi è garantita quasi esclusivamente da attori privati locali o internazionali, che a loro volta sono carenti nel fornire, alle PcD ed alle loro famiglie, strumenti che facilitino l’inclusione nella società e nei processi decisionali. Dato il gran numero di attori privati nel settore della fornitura di servizi, è di fondamentale importanza la promozione di una differenziazione del lavoro tra le organizzazioni che forniscono servizi e quelle che operano nel campo dell’advocacy per le PcD. A causa della forte influenza delle prime nella definizione ed attuazione delle politiche governative, risulta sempre più urgente investire nello sviluppo di DPOs (Disable Peoples’ Organizations) che possano fare pressione in modo efficace sulle istituzioni al fine di garantire l’adozione di politiche che riflettano le reali esigenze delle PcD, rifiutando quindi qualsiasi tipo di approccio meramente assistenzialista. L’iniziativa promuove la nascita e lo sviluppo de DPOs in aree remote dei Territori Palestinesi ed allo stesso tempo favorisce la creazione di un network di DPOs che lavora sui temi di disabilità e genere. Tra le attività del progetto sono previste numerose occasioni formative per le persone disabili e le organizzazioni che le rappresentano, campagne di sensibilizzazione ed eventi culturali, oltre alla realizzazione di una ricerca emancipatoria sulla condizione di disabilità, condotta da ricercatrici disabili.