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Paese: Palestina, Area C, Tubas, Ein El Beida, Khirbet Tell al Himma, Al Aqaba, Khirbet Atuf, Khirbet ar Ras al Ahmar, Hebron, H2 – Hebron.

Finanziatore: AICS

Periodo: 1 luglio 2016 – 31 gennaio 2017

Area tematica: Protezione di rifugiati e sfollati
Partner locali: Village Council, direttorati dell’educazione, Governorati, Municipalità, JSCs, il WBWD, eventuali organizzazioni locali, la PWA, il MOE, UNRWA

Partner italiani: GVC (capofila)

Obiettivo generale: Rafforzare le capacità di resilienza attraverso la fornitura di servizi essenziali di base dell’area C

Obiettivo specifico: migliorare i meccanismi di protezione di sette comunità vulnerabili nei governatorati di Hebron e Tubas

Beneficiari:
Beneficiari diretti: Persone a rischio di sfollamento che vivono nelle comunità oggetto dell’intervento (1047 maschi e 1149 femmine in età compresa fra 0 e 18 anni, 542 maschi e 514 femmine da 19 a 55 anni; 140 maschi e 129 femmine oltre 55 anni).
Persone con disabilità: 33 maschi e 20 femmine aventi un’età compresa fra 0 e 18 anni; 4 maschi e 2 femmine aventi un’età compresa tra 19 e 55 anni; una persona, maschio, con un’età maggiore di 55 anni.
Rifugiati: 535 individui di sesso maschile tra 0 e 18 anni; 23 maschi tra 19 e 55 anni; una donna con più di 55 anni.
Beneficiari indiretti: l’intera popolazione delle comunità target.

Sintesi di progetto:
Come riportato da HCT e HNO, rispettivamente Humanitarian Country team e Humanitarian Needs Overview, le circa 300.000 persone residenti nell’aria C vivono sotto costante rischio di mancata protezione a causa delle continue violazioni del diritto internazionale perpetrate dalla potenza israeliana. I palestinesi continuano a subire una vasta gamma di minacce alla protezione fra cui la distruzione e il danneggiamento delle proprietà, il trasferimento forzato, le restrizioni alla libertà di movimento e l’accesso ai servizi essenziali necessari allo scopo di mantenere condizioni di vita dignitose. Secondo OCHA, circa 8000 palestinesi residenti in Cisgiordania vivono all’interno di 61 comunità a forte rischio di trasferimento forzato. Tale situazione provoca inevitabilmente un forte impatto psicologico negativo, particolarmente sentito dalle donne che si fanno carico dell’intera famiglia durante le fasi di sfollamento, nonché da bambini e bambine, che subiscono un forte impatto emotivo il quale spesso può tramutarsi in trauma. Inoltre, sempre secondo HNO, circa 588.900 minori residenti in West Bank ed in particolare Hebron2, necessitano assistenza per l’accesso ad un’educazione di carattere inclusivo e di qualità in un ambiente sicuro e Child Friendly. A discapito di tali necessità, tuttavia, l’accesso all’educazione risulta seriamente compromesso da arresti, violenze ed attacchi continui da parte delle truppe israeliane e dai settlers. Spesso i bambini e le bambine sono costretti a passare attraverso Checkpoints, zone di confine, dove subiscono violenze verbali e fisiche, nonché perquisizioni, le quali provocano gravi danni al loro benessere psicofisico.
Pertanto, obiettivi del presente intervento sono i seguenti: riabilitazione delle strutture necessarie allo scopo di migliorare l’accesso inclusivo nei sistemi educativi; realizzazione di una campagna di sensibilizzazione ambientale, relativamente all’utilizzo dell’acqua e principi basici di igiene personale; rafforzamento dei servizi strutturati di supporto psicosociale in ambito educativo.
Durante le prime fasi del progetto, GVC ed EducAid metteranno insieme i due approcci allo scopo di migliorare i meccanismi di identificazione delle necessità di protezione per i gruppi vulnerabili. Successivamente si provvederà a cercare di sviluppare un piano di risposta di protezione che permetta una maggiore tutela dei gruppi stessi, con particolare attenzione a individui disabili.