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Il Rapporto Mondiale sulla Disabilità del 2011, pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità precisa che circa il 15% della popolazione mondiale è rappresentato da persone con disabilità. Di questo 15%, circa 800 milioni sono persone con disabilità che vivono nei paesi in via di sviluppo e tra le persone più povere del mondo, cioè che vivono con meno di 1 dollaro al giorno, essi rappresentano quasi la metà.

I progetti di cooperazione allo sviluppo quasi mai includono le necessità delle persone con disabilità e  anche i fondi a loro destinati sono una percentuale molto ridotta. Se a ciò si associa il mancato mainstreaming della disabilità nei progetti finanziati dalle agenzie nazionali e internazionali, è ragionevole riconoscere che i principi di pari opportunità, accessibilità e sostenibilità non siano garantiti.

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), così come altri documenti regionali e nazionali, identificano nell’empowerment l’azione principale affinché  le persone con disabilità e le loro organizzazioni sviluppino le loro competenze e divengano interlocutori qualificati delle istituzioni, pubbliche e private, e della società civile.

L’approvazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con Disabilità (CRPD) ha segnato un momento di svolta sulle politiche di cooperazione allo sviluppo.

La ratifica della CRPD da parte dell’Italia (2009) ha fatto si che le citate Linee guida sulla disabilità del Ministero degli Affari Esteri fossero aggiornate e approvate nel novembre 2010 dal Comitato Direzionale (Delibera 163), fornendo un preciso quadro di azione per il mainstreaming della disabilità nella Cooperazione Italiana attraverso la partecipazione delle DPOs e delle ONG.

Così come delineata, il progetto concorre da un lato ad inserire la realizzazione delle priorità individuate dal Piano di Azione sulla disabilità della Cooperazione Italiana nel quadro generale dell’attuazione della CRPD, in particolare ai suoi articoli 11 e 32,  e dall’altro a riconoscere al tema della disabilità, che risulta essere tra le priorità individuate dagli indirizzi di programmazione della Cooperazione Italiana 2013-2015, il carattere di trasversalità. Ciò contribuirebbe senza dubbio al rafforzamento dell’elemento di efficacia delle azioni della Cooperazione Italiana, richiamate nel citato documento, e darebbe un significativo contributo al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, in particolare il primo dedicato allo sradicamento della povertà estrema e della fame, contrastando il processo di impoverimento sociale, culturale ed economico a cui spesso le persone con disabilità sono soggette.

 Strategia e obiettivi

La strategia generale si basa sulla realizzazione di alcune azioni specifiche previste dal Piano di Azione e sul rafforzamento della rete di expertise e dello scambio di conoscenze creato nell’ambito del progetto 9740/AIFO/ITA concluso in giugno 2013, utilizzando l’esperienza e la conoscenza della RIDS.

Obiettivo generale: contribuire alla diffusione della tematica della disabilità nell’ambito della cooperazione allo sviluppo in rispetto alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con Disabilità e conseguenti documenti ufficiali prodotti dal Ministero degli Affari Esteri Italiano.  Obiettivo specifico: contribuire alla formazione degli attori della cooperazione sui contenuti del Piano d’Azione, in rispetto alle priorità previste, e all’informazione di un pubblico più vasto attraverso gli strumenti in/formativi prodotti.

Beneficiari

Beneficiari dell’iniziativa sono principalmente gli attori italiani e dei Paesi di cooperazione che si occupano in prima persona di cooperazione o che hanno attività in questo settore, le associazioni di persone con disabilità, gli studenti e gli insegnanti delle scuole e le imprese.

Partners

Il progetto è consortile. Capofila: AIFO – Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau.

ONG consorziata: EducAid. Organizzazione Non Governativa che opera nella cooperazione internazionale per prevenire e ridurre gli svantaggi e le difficoltà dei soggetti con bisogni speciali e culturali. Tra le priorità d’azione figura la promozione dell’educazione inclusiva e la promozione della metodologia del lavoro sociale destinato a contrastare ogni forma di esclusione sociale e di istituzionalizzazione delle persone con disabilità e dei minori privi di cure parentali. Attiva dal 2000 in una decina di Paesi in Medio Oriente, Africa, CentrAmerica, Balcani e Asia Centrale.

Risultati attesi

Risultato atteso 1: Tavolo di lavoro MAE-RIDS e Gruppi Tecnici  (Accessibilità, Emergenza,

Categorie OCSE-DAC, Educazione Inclusiva, Mappatura e raccolta dati) attivi e partecipati e analisi dei dati sui progetti della cooperazione italiana redatta e pubblicata.

Attività previste

1a.       Partecipazione a  2 incontri del Tavolo di lavoro MAE/RIDS e a  4 incontri (due in presenza e due a distanza) dei Gruppi Tecnici istituiti .

1b.       Collaborazione all’analisi qualitativa dei dati raccolti dalla mappatura delle iniziative inclusive della disabilità finanziate dal MAE nel periodo 2009-2013 (punto 1.2.f del PdA) e sua  pubblicazione in inglese e italiano.

Risultato atteso 2: portatori di interesse della cooperazione internazionale e società civile coinvolti e sensibilizzati sui temi della CRPD, Linee Guida e PdA e sui principi della progettazione inclusiva.

Attività previste

2a.    Organizzazione di una “Settimana della disabilità e cooperazione”. In occasione del 3 dicembre si organizzeranno iniziative in scuole di Lamezia (CS), Ostuni (BR), Bologna, Rimini, Imperia con il coinvolgimento degli Enti Locali, sulla CRPD e cooperazione decentrata. Verrà predisposto un percorso didattico con il supporto di strumenti di in/formazione “leggeri” (Rif. PdA: 1.2.m). Per divulgare la campagna di sensibilizzazione all’opinione pubblica e agli operatori del 3° settore, verranno acquistati spazi nei media e elaborato uno spot radio.

 

2b.    Organizzazione di una conferenza internazionale a Roma con il coinvolgimento di stakeholders ed esperti inter/nazionali, per valutare lo stato di attuazione del PdA in Italia e presentare la mappatura dei Progetti della cooperazione italiana. Sarà inserita nella settimana della disabilità e cooperazione in occasione del 3 dicembre, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità (Rif. PdA: 1.2.m).

 

2c.     Organizzazione di tre seminari di approfondimento sul rapporto tra cooperazione e Capabilities, RBC, educazione inclusiva, presso le Università di Bologna (Dipartimento Scienze dell’Educazione), Firenze (Laboratorio A.R.CO.) e Napoli (Università Suor Orsola Benincasa), indirizzati a studenti e personale accademico e aperti al Terzo settore. (Rif. PdA: 2.b)

 

2d.    Organizzazione di 3 webinar (seminari on line) rivolti al Terzo settore e al privato sui temi della CRPD e del PdA per sensibilizzare gli stakeholders sul tema disabilità e cooperazione. Ci si avvarrà della collaborazione della sezione Ong 2.0 di VPS (volontariperlosviluppo.it) – che attraverso una piattaforma on line realizza eventi formativi, li pubblicizza su canali social, effettua la loro registrazione  e cura l’invio ai partecipanti. (Rif. PdA: 2.d)

 

2e.     Produzione di un manuale in/formativo per la diffusione dell’approccio RIDS in tema di disabilità e cooperazione in sintonia con il Piano d’Azione disabilità e sviluppo pubblicato dal MAE. Il manuale  combinerà tre fascicoli tematici ed un CD ROM che approfondiranno rispettivamente: a) i temi della cooperazione allo sviluppo e disabilità (CRPD, sviluppo inclusivo, empowerment delle persone con disabilità e sviluppo delle DPOs, Riabilitazione su Base Comunitaria, educazione inclusiva); b) uno studio delle misure di accessibilità adottate in situazioni di crisi/emergenza in territori non interessati da interventi di cooperazione, per identificare possibili soluzioni da attuare nei paesi di cooperazione, c) una raccolta e analisi di buone prassi sulla progettazione inclusiva basate sull’esperienza dei soci RIDS. Il manuale sarà corredato da una bibliografia della documentazione nazionale ed internazionale di riferimento. Sarà tradotto in tre lingue (inglese, francese e portoghese) e prodotto in 1.000 copie.

 

2f.    Organizzazione di 3 seminari di informazione e diffusione delle Linee Guida e del PdA e sulla progettazione inclusiva in alcuni  Paesi in cui opera e/o ha sviluppato buone prassi la RIDS (Palestina, Mozambico, Tunisia) coinvolgendo funzionari MAE/UTL, Delegazione UE, istituzioni nazionali locali, ONG locali e italiane e agenzie internazionali. Per la presentazione e l’approfondimento delle tematiche nei seminari verrà utilizzato il manuale in/formativo prodotto. (Rif. PdA: 2.d)

 

2g.  Produzione di strumenti di in/formazione “leggeri” (Rif PdA. 2.d):

Mostra Itinerante: illustrerà i progetti della cooperazione italiana e quella della RIDS sui progetti inclusivi per le persone con disabilità. Verrà allestita a Roma, Napoli, Imperia e potrà essere predisposta in occasione della Conferenza internazionale presso il Ministero Affari Esteri.

Foglio scuole di approfondimento per gli insegnanti sul tema della disabilità, inclusione e cooperazione con rimandi a risorse disponibili e strumenti di lavoro in classe.

Video accessibile di animazione grafica che introduca i temi dei documenti citati, sottotitolato in    italiano e inglese.

Brochure informativa sul progetto in 1.000 copie che verrà distribuito durante le attività formative e informative.

Produzione di due banner del progetto.