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EducAid rientra a Gaza dopo 51 giorni di guerra

La situazione nella Striscia è drammatica: al 20 agosto stime del Ministero della Salute di Gaza contavano più di 11.000 feriti tra cui oltre 2.000 donne e oltre 3.000 bambini la metà dei quali potrebbe sviluppare una disabilità permanente. “Le persone non ne possono più, sono distrutte, sconfortate, non vedono possibilità che la situazione migliori” racconta il rappresentante paese di EducAid tornato nella striscia il primo settembre.

EducAid rientra a Gaza anche, ma non solo, con I.D.E.E. un progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e centrato sull’indipendenza economica delle persone disabili, l’educazione e l’imprenditoria femminile.
Le attività del progetto coinvolgono donne e bambini disabili che per il solo fatto di essere disabili sono vulnerabili e profondamente discriminati. La disabilità a Gaza, e più in generale in Palestina, è infatti fortemente stigmatizzata e causa dell’emarginazione sociale. “La società palestinese da sempre molto unita” racconta il personale di EducAid “è profondamente cambiata negli ultimi dieci anni, a causa delle ripetute guerre, sempre più frammentata e individualista, sempre meno vicina ai bisogni di chi è più vulnerabile”.

I.D.E.E è anche indirizzato a bambini sordomuti. Attraverso il supporto dell’associazione Al Amal, 300 bambini sordomuti delle scuole elementari di Khan Younis e Rafah vengono accompagnati durante l’anno scolastico e supportati nelle relazioni con compagni di classe normodotati.

L’emarginazione ed esclusione dei bambini disabili viene affrontata anche grazie al Ludobus. Il Ludobus è un furgone attrezzato con giochi con il quale gli educatori di EducAid si spostano nella Striscia e organizzano attività educative attraverso il gioco libero, laboratori di manualità e giochi di gruppo. Il gioco crea uno spazio unico che coinvolge bambini disabili, normodati e le loro famiglie contribuendo alla socializzazione e aiutando bambini e adulti a relazionarsi con la diversità.

Francesca Manzoni

Articolo pubblicato su Rimini Social 2.0 | 18 Settembre 2014

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