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Azerbaijan

Titolo

Progettazione di un modello di protezione dei servizi integrati per i bambini a livello distrettuale: il potenziamento delle capacità e delle politiche di consulenza

Paese/Località d’intervento

Azerbaijan – Distretti di Nizami, Masalli, Guba, Ismailli

Periodo:  Aprile 2008 – Gennaio 2009

Partner: UNICEF

Sintesi del progetto

A partire dal 2005, anno in cui il Presidente della Repubblica Azera ha sancito il “Programma Nazionale per la De-Istituzionalizzazione e le Cure Alternative”, il governo è impegnato verso l’obiettivo di trasformare o chiudere entro il 2015 le grandi strutture residenziali che accolgono minori abbandonati per sostituirle con servizi alternativi. UNICEF è impegnata in Azerbaijan in una serie di programmi di assistenza ai Ministeri azeri per la trasformazione degli istituti e la riforma del sistema dei servizi sociali.

EducAid, già impegnato nei Balcani sul tema della de-istituzionalizzazione, ha avviato un un’azione di capacity building degli attori locali dei distretti coinvolti nel progetto, impegnati nel settore della tutela minori e del sostegno alle famiglie in difficoltà. In particolare l’azione è rivolta ai Centri di Protezione Sociale, servizio dipendente dal Ministero del Lavoro e della Protezione Sociale, e alle Commissioni Minori, interne ai Comitati Esecutivi Locali, organi operativi nominati centralmente dal Consiglio dei Ministri.

La mancanza di un sistema di decentramento amministrativo crea ostacoli all’autonomia dei distretti nella creazione di servizi di supporto alle famiglie in difficoltà, che attualmente possono concorrere solamente all’assegnazione di un contributo economico indirizzato, per la durata di sei mesi, rinnovabile. Nonostante questo il progetto si propone di sperimentare azioni di documentazione e monitoraggio delle situazioni a rischio, di attivazione di tavoli di coordinamento tra servizi pubblici e associazioni attive nel settore dell’assistenza ai minori con disabilità e in stato di allontanamento o abbandono dalla famiglia.

In ciascuno dei distretti coinvolti viene condotto un assessment per identificare i soggetti risorsa e le buone pratiche da cui partire per rafforzare il loro ruolo e identificare procedure di tutela e prevenzione dell’abbandono. Attraverso tali sperimentazioni vengono identificati gli ostacoli strutturali e le proposte che conseguentemente vanno riportate ai Ministeri per orientare la riforma.

Il progetto interviene attraverso la presenza sul campo di un operatore impegnato nella promozione delle sperimentazioni, nel monitoraggio e documentazione delle attività, nella progettazione delle azioni in coordinamento con i servizi territoriali. Inoltre esperti dell’Università di Bologna e dei servizi sociali di Imola sono coinvolti nella formazione di dirigenti e operatori dei distretti azeri. La formazione è dedicata alla metodologia del lavoro sociale, agli strumenti di programmazione e documentazione, alle pratiche di colloquio con le famiglie in difficoltà, alla mappatura delle rete di risorse locali attivabili, all’identificazione di procedure di contrasto all’abbandono e di riunificazione famigliare.

Obiettivo generale:

Sviluppo di attività socio-educative nell’ambito extra-scolastico incentrate sulla interculturalità, pace ed inclusione per la promozione e lo scambio fra le diverse aree in risposta al disagio sociale esistente.

Obiettivi specifici:

Il progetto prevede il raggiungimento dei seguenti obiettivi specifici:

  • Supportare la riforma dei servizi sociali attraverso la progettazione di un modello di sistema territoriale di servizi sociali sotto il coordinamento generale del Ministero del Lavoro e della Protezione Sociale
  • Supportare la realizzazione del Programma nazionale di De-istituzionalizzazione e cure alternative, attraverso lo sviluppo di procedure di gate-keeping e riunificazione famigliare nei distretti coinvolti
  • Aumentare la consapevolezza e rafforzare le capacità dei servizi sociali territoriali, delle associazioni locali, delle istituzioni locali sul tema della tutela minori e l’efficacia dei servizi comunitari
  • Fornire alle autorità centrali indicazioni e raccomandazioni sulle procedure e la legislazione in tema di tutela minori e servizi sociali.

Identificazione e quantificazione dei beneficiari diretti/indiretti

I beneficiari diretti dell’azione sono circa 100 tra operatori e dirigenti dei servizi locali coinvolti nella tutela minori e nell’assistenza alle famiglie in difficoltà: Centri Protezione Sociale, Commissioni Minori, Associazioni dei 4 distretti coinvolti.

I beneficiari indiretti sono le famiglie e i minori dei distretti coinvolti, in special modo i minori ospiti degli istituti residenziali e dei centri diurni, i bambini a rischio di abbandono.

Risultati attesi

  • Progetti sperimentali attivati nei distretti coinvolti: campagne di sensibilizzazione, raccolta documentazione sui bambini residenti in istituto, sperimentazione di una cartella per documentazione dei casi delle famiglie in difficoltà.
  • Attivazione di tavoli di coordinamento locali con il coinvolgimento dei soggetti impegnati nella tutela minori e nell’assistenza alle famiglie in difficoltà: Commissione Minori, Centro di Protezione Sociale, associazioni, istituti, Dipartimento dell’Educazione del Comitato Esecutivo, Commissione tutela e adozioni.
  • Documentazione e scambio di buone prassi di contrasto all’abbandono e di de-istituzionalizzazione.
  • Produzione di una Newsletter per lo scambio delle esperienze del progetto, destinata agli operatori dei Centri di Protezione Sociale e alle Commissioni Minori di tutto il paese.
  • Creazione di una programmazione annuale delle attività dei Centri di Protezione Sociale
  • Mappatura dei servizi e degli attori locali in ciascuno dei 4 distretti coinvolti.
  • Formazione di un centinaio tra dirigenti e operatori dei servizi territoriali pubblici e privati sulle tematiche della metodologia del lavoro sociale. Nei distretti di Masalli e Ismailli un’attenzione particolare sarà dedicata all’attivazione di risorse in aiuto alle famiglie con minori con disabilità. A questo scopo saranno realizzati 3 momenti formativi nel corso dell’anno.

 

 

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