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A scuola di cooperazione: dal Senegal a Rimini

"A scuola di cooperazione" è il titolo di un'attività di educazione alla cooperazione internazionale e di sensibilizzazione sulla cultura Senegalese rivolta alle scuole secondarie inferiori e superiori della provincia di Rimini. Il progetto - promosso dall'associazione EducAid e realizzato col contributo della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Rimini e Ravenna - mira a rendere consapevoli i giovani degli squilibri mondiali e a promuovere l'inclusione.

 

Perché promuovere la cooperazione internazionale nelle scuole?
Perché educare alla cooperazione internazionale significa rendere consapevoli i giovani del mondo cosiddetto "sviluppato" circa le connessioni che esistono tra i nostri stili di vita e gli squilibri mondiali. Significa inoltre educare all'impegno, a essere cittadini, attivi e consci a livello individuale e collettivo, in grado di innescare cambiamenti.

Il laboratorio è stato promosso in tre classi di tre diverse scuole della città di Rimini: il Liceo socio- economico Valgimigli, le scuole secondarie inferiori Bertola e Marvelli. Gli studenti sono stati guidati in un percorso di conoscenza e approfondimento della cultura senegalese attraverso una didattica attiva capace di promuovere un pensiero critico: è stato loro proposto un gioco a quiz per testare la conoscenza generale del Senegal nonché sfatare alcuni pregiudizi. Gli studenti hanno messo alla prova la loro reale conoscenza della geografia dell'Africa componendo un puzzle di questo continente. Infine gli studenti in gruppo hanno potuto approfondire alcuni aspetti della cooperazione internazionale in Senegal, analizzando e rielaborando alcuni dossier sulla cultura senegalese nonché un video-documentario girato a Dakar sulle attività educative promosse a favore delle giovani donne in questo Paese.

L'azione di rielaborazione dell'attività è consistita nella simulazione di una trasmissione radiofonica in cui gli studenti si sono messi nei panni di giornalisti che divulgano informazioni e curiosità sulla cultura senegalese. Gli studenti hanno potuto riflettere su come l'informazione venga veicolata, sugli stereotipi, su come sia importante conoscere e approfondire i contesti prima di promuovere attività di sostegno e cooperazione internazionale.
La classe del Liceo socio-economico Valgimigli ha partecipato ad un incontro con la delegazione senegalese in visita in Italia a Dicembre scorso nel quale, attraverso domande ed un'attività di approfondimento della cultura senegalese, si è cercato di proporre un confronto tra diversità nel rispetto dei propri usi e tradizioni.
Il progetto Percorsi educativi e professionali per l’empowerment di giovani donne escluse dal sistema scolastico nella banlieue de Dakar, Senegal è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Estratto dalla simulazione dei trasmissione radiofonica
Sulle note del mbalax
C: Qui Radio International dj, chi vi sta parlando sono io: la presentatrice Carlotta. Oggi vi presenterò due ospiti, Eleonora ed Alessia, che hanno fatto diverse spedizioni in Senegal.
E: Tratteremo il ricco panorama musicale del Senegal.
A: La musica fa da sfondo alle cerimonie più importanti e facilita la comunicazione nei rituali terapeutici.
E: Le forme musicali sono innumerevoli e ogni oggetto può essere uno strumento, dalle corna degli animali alla zucca.
A: Lo stile musicale più diffuso è il mbalax, che è un modo particolare di suonare le percussioni ed è stato diffuso da Youssou N’Dour.
E: I musicisti senegalesi appartengono a una famiglia di griots, cioè i cantastorie tradizionali che esistono da molto tempo. Questi ultimi vanno di villaggio in villaggio per trasmettere le notizie e i valori culturali ai giovani. I griots usano strumenti come: il sabar, la kora, il balano, il bombolong e il tama.
A: Il tama, il sabar e il bombolong sono percussioni in legno usate per celebrare avvenimenti e cerimonie, invece il balano è uno xilofono che può produrre fino a 25 note. Per ultimo c’è la kora: un’arpa utilizzata ancora oggi nelle orchestre moderne.
Questi strumenti sono tipici della Regione di Casamance, nel sud del paese e vengono suonati in particolare dai wolof: un gruppo etnico senegalese che vive soprattutto lungo la costa e vicino alle rive dei fiumi.
C: Grazie per essere state con noi
A: Grazie pure a voi.
C: Mi raccomando amici, non dimenticate di seguire anche domani Radio International dj.

E. Girometti, V. Pagliacci, 3^A, Liceo Valgimigli

Valentina De Luca, EducAid

Articolo pubblicato su Rimini Social 2.0 | RIMINI | 29 aprile 2013 |

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