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Progetti
Bosnia Erzegovina
"Tutela e reinserimento di minori con disabilità fisica e psichica e promozione di imprenditorialità sociale nel territorio della Federazione Bosnia Erzegovina e Repubblica Srpska"
Lo Stato di Bosnia Erzegovina sussiste come stato secondo i principi del diritto internazionale dal 1995, anno degli accordi di Dayton che sancirono la fine della drammatica guerra dei primi anni ’90.
Esso è costituito da 2 entità sub-statali: la Federazione di Bosnia-Erzegovina e la Repubblica Srpska, ognuna con le proprie rappresentanze e i propri organi rappresentativi. Al di sopra delle due entità esiste un “Governo della Repubblica di Bosnia Erzegovina”, che fa capo ad un Parlamento ove vengono eletti i rappresentanti della Federazione Bosnia Erzegovina e della Repubblica Srpska. Allo stesso modo il sistema educativo bosniaco è affidato alla responsabilità di ognuna delle due entità.
La guerra che ha colpito la Bosnia Erzegovina tra il 1992 e 1995 ha provocato danni incalcolabili alla popolazione, alle infrastrutture e all’economia peggiorando la fruizione dei servizi e di conseguenza anche le condizioni di vita delle persone più svantaggiate, tra cui quelle dei minori disabili e delle loro famiglie.
I problemi ereditati dal conflitto sono quindi molteplici: distruzione degli archivi dei servizi sociali e sanitari, carenza di strutture fisiche per la cura, scarsità cronica di risorse finanziarie e una inadeguata sensibilità al problema. A questo si aggiunge una tradizione culturale basata su una cultura dell’emergenza la quale ha concorso ad isolare i bambini con difficoltà di ogni genere (da portatori di handicap a bambini affetti da trauma post-bellico) acutizzando il fenomeno della emarginazione sociale.
All’epoca della stesura del progetto il sistema scolastico bosniaco prevedeva una separazione nei percorsi didattici dei bambini con bisogni speciali rispetto ad altri. Successivamente a livello statale è stata promulgata una riforma del sistema scolastico che contiene due importanti articoli che introducono nel sistema scolastico bosniaco il concetto dell’inclusione.
Il programma "Tutela e reinserimento di minori con disabilità fisica e psichica e promozione di imprenditorialità sociale nel territorio della Bosnia Erzegovina" si pone come finalità principali la lotta all’esclusione e all’emarginazione sociale e la promozione di una via bosniaca all’integrazione dei diversi servizi destinati a questi soggetti.
Le azioni del programma preposte a tal fine hanno riguardato innanzitutto la messa in opera di una indagine approfondita mirata ad individuare le famiglie con bambini disabili attraverso il lavoro di assistenti sociali. I risultati di questa indagine sono confluiti in banche dati cantonali per permettere così la realizzazione di interventi più mirati ed efficaci.
Sul versante educativo l’obiettivo del progetto è stato quello di favorire lo sviluppo di un sistema non più basato sulla separazione e segregazione dei bambini disabili, ma basato sull’ integrazione di quest’ultimi e quindi sulla progressiva riduzione del sistema educativo separato. Il raggiungimento di questo obiettivo è avvenuto attraverso l’allestimento di laboratori per l’inclusione, la formazione degli insegnanti e la organizzazione di strutture di documentazione e innovazione educativa.
Sul versante sanitario il programma si propone di promuovere condizioni che facilitino l’accesso ai servizi per la riabilitazione fisica e il recupero psicologico attraverso: la ricostruzione delle strutture termali preposte a tal fine in Sarajevo, Banja Luka e Mostar, il ri-equipaggiamento di attrezzature specializzate danneggiate dal conflitto, il recupero di trattamenti in via di declino a causa della distruzione, il rinnovo delle attrezzature e la formazione professionale. Queste azioni sono state realizzate durante il progetto tramite il rafforzamento delle istituzioni statali e la creazione di imprese con finalità sociale con il fine ultimo di favorire la promozione delle condizioni strutturali per l’evoluzione del welfare.
Tutti questi interventi hanno, in conclusione, lo scopo di rafforzare le capacità umane in loco per contribuire a ridurre l’esclusione sociale dei gruppi svantaggiati e favorire uno sviluppo socio-economico del Paese.
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