|
Testimonianze
Premessa
Il 20 Marzo con una delegazione di Educaid ci samo recati nella Striscia di Gaza in Palestina per una valutazione dei progetti che l`organizzazione realizza nel campo profughi di Jabalia e nelle municipalita’ di Rafah e Khan Younis.
La delegazione, composta da Alessandro Latini (deskofficer), Maurizio Casadei (Il Millepiedi), Andrea Zanzini (Tanaliberatutti) e Francesco Cavalli (Assessore alla Pace del Comune di Riccione), ha avuto il compito di visionare e valutare gli interventi socio educativi finalizzati a dare sostegno ai bambini, insegnanti e genitori della Striscia di Gaza.
L'articolo che segue, pubblicato sul settimanale ChiamamiCittà nell'inserto della Legacoop di Rimini, riporta alcune impressioni della Missione e la presentazione del Progetto Ludobus in Palestina
EDUCAID: l'impegno sull'infanzia in Palestina
(missione nella striscia di Gaza del Marzo 2004)
Non aspettatevi eserciti e soldati che si fronteggiano in campo aperto, combattimenti casa per casa a colpi di mitragliatrice. La fantasia in tema di follie del genere umano mi faceva ancora difetto quando, tra il 20 ed il 24 di Marzo, insieme ad altri colleghi di Educaid, l’organizzazione non governativa per la Cooperazione e l’Aiuto Internazionale in Campo Educativo di Rimini, ci siamo recati nella striscia di Gaza per una missione di monitoraggio degli interventi per l’infanzia ai quali partecipa la Cooperativa Sociale Tanaliberatutti-Onlus (Legacoop).
La follia che si consuma in tutta la Palestina si è infatti presentata ai nostri occhi sotto forma di bulldozzer che radono al suolo interi quartieriquotidianamente, scuole distrutte volontariamente da una occupazione militare giusto il giorno prima dell’inaugurazione, muri di ferro e cemento alti otto metri, elicotteri che compaiono dal nulla e uccidono uomini a piedi facendo divampare la reazione incontrollata di tutto un popolo, una reazione armata solo di martiri e petardi esplosivi.
Ed esattamente in mezzo a tutto ciò le vite di uomini, donne e 700.000 bambini sotto i quindici anni per la stragrande maggioranza in condizioni di assoluta miseria.
Simbolo del paradosso i famosi checkpoint: Heretz ad esempio, porta d’accesso alla striscia di Gaza, una sorta di “casello autostradale” di cemento, filo spinato, metal-detector, gabbie e sbarre simili a quelli degli allevamenti di bestiame attraversando le quali, dopo un’attesa che va dalle 4 alle 8 ore, migliaia di palestinesi si recano in Israele per lavorare ogni giorno. Heretz, da un lato presidiato dai mitra di ragazzi e ragazze israeliani di 18 e 19 anni equipaggiati di tutto punto, figli di un paese ossessionato dal terrore che investe ben il 50% del proprio prodotto interno lordo in armi, sicurezza ed ancora muri. Dall’altro, non appena passato un lungo e deserto tunnel di cemento armato, il posto di blocco palestinese, una cattedra di scuola logora e sbucciata, dietro la quale stanno quattro stanchi signori che, un’occhiata distratta ai passaporti, con un sorriso ironico ci fanno segno di entrare nella loro prigione; una prigione a cielo aperto, lunga 40 chilometri e larga 9, con la densità di popolazione più alta del mondo, un milione e quattrocentomila persone insieme.
Una paradossale allucinazione collettiva, quotidiana, che nasconde la sofferenza e la morte agli occhi dei governanti, terrorizza le popolazioni, sfregia e infiamma lo spirito dei profughi, matura gli opposti estremismi nelle strade, sui giornali (compresi quelli italiani), nelle scuole.
Il tentativo di Educaid in tutto questo è quello di alleviare le sofferenze di quella infanzia alla quale viene privata la possibilità di una terra in pace, di una casa, di sognare un lavoro, di immaginare la speranza in qualcosa di diverso dallo scontro e dalla distruzione.
In questo, una equipe di educatori palestinesi, dopo aver seguito una formazione specifica realizzata da educatori Tanaliberatutti, opera all’interno di scuole e asili dei campi profughi con l’ausilio di due Ludobus in tutto e per tutto simili a quelli che potete incontrare nelle nostre città.
Sebbene non molto numerose, diverse sono le attività educative, psicosociali, che vengono svolte da associazioni ed organizzazioni internazionali.
Il Ludobus in Palestina che vi raccontiamo si caratterizza per un approccio educativo che si fonda sul gioco come strumento della comunicazione, dell’incontro e dell’immaginazione per i bambini. Uno strumento che possa far loro superare le vessazioni quotidiane verso orizzonti almeno mentali di libertà dal conflitto, di libertà dalle violenze fisiche e culturali che vengono loro inflitte.
Con l’educazione al gioco proponiamo una possibilità di giocare alla pari con i propri coetanei senza giocarsi la vita, senza divise ne proclami, ritrovando la possibilità di sognare la libertà dalla violenza così come ci ha ricordato Anis Gandee, palestinese, coordinatore dell’ associazione Enfants Réfugiés du Monde in un incontro svoltosi durante la missione:
“Se ho voglia di comprare qualcosa e non ho i soldi per comprarlo, la notte sogno che la comprerò. È un modo per difendere la mia esistenza e per superare la mia incapacità di reagire. La nostra idea entra in gioco proprio qua: se si permette ai bambini di uscire dal cerchio della violenza, degli attentati, della guerra, dei martiri, dei problemi, di Israele, se si permette ai bambini di uscire da tutto ciò, se diciamo ai bambini che stanno giocando, a nascondino,petits pions, con la musica, il teatro, le marionette, i bambini troveranno un altro alfabeto.Se educhiamo oggi i bambini di tre anni a scegliere l'attività che vogliono fare, fra vent’anni potranno scegliere il loro presidente”.
La nostra speranza è che sceglieranno presidenti liberi capaci di Pace.
Andrea Zanzini
(Presidente Cooperativa Sociale TANALIBERATUTTI Onlus)
Raccolta donazioni per il Ludobus in Palestina
Chi volesse partecipare alla raccolta di fondi per il progetto Ludobus in Palestina può effettuare donazioni sul:
Conto corrente bancario n.18010080334 della BANCA MALATESTIANA - CREDITO COOPERATIVO S.C.R.L.- ABI 7090 CAB 24210 indicando la causale: "Progetto Ludobus in Palestina"
Educaid e Tanaliberatutti garantiscono la massima trasparenza e pubblicità della raccolta fondi che viene effettuata, le cui modalità verranno via via indicate anche su queste pagine internet nonchè sui mezzi di informazione.
|