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LE STANZE DI CRONOS, UTOPIA POETICA

MARGUTTE Non-rivista online di letteratura e altro
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ARTICOLO a cura di SILVIA PIO

17 maggio 2017

Sono una donna né più né meno è un volume in italiano, inglese e arabo che raccoglie storie di donne palestinesi con disabilità. È stato curato da EducAid, una organizzazione non governativa riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e fondata nel marzo 2000, che oggi coinvolge associazioni, imprese sociali e persone eticamente e professionalmente impegnate nel lavoro educativo e sociale in campo interculturale ed internazionale. Il titolo evoca i versi che Mahmoud Darwish, celebre poeta e scrittore palestinese scomparso nel 2008, dedica alla donna.

«È così faticoso dover combattere sempre con le cose negative che la gente dice», è una donna palestinese disabile che introduce la presentazione del libro. «A volte non dicono nulla ma lo sguardo comunica quello che pensano di me. Come se non avessi il diritto di vivere, o di uscire. In primo luogo devo lottare con le mie paure e il mio senso di vergogna. Poi devo lottare con il mondo.»

«Parlare di disabilità in Palestina non è facile», così inizia la presentazione di Luca Ricciardi, rappresentante EducAid. Affrontare il tema dei diritti delle persone con disabilità in un contesto che vive sotto occupazione da decenni, in cui quotidianamente vengono violati i diritti umani fondamentali, può sembrare utopistico. Ma nessuna occupazione od oppressione può durare all’infinito, prima o poi i popoli oppressi riescono a far valere il loro diritto inalienabile all’autodeterminazione. Per questo è importante lavorare adesso per una società più giusta per essere pronti quando questo momento arriverà.

Le donne con disabilità sono spesso nascoste e silenti, le loro preoccupazioni sconosciute e i loro diritti trascurati. Essendo quella palestinese una società patriarcale, qui devono affrontare la doppia discriminazione di essere donne e disabili, il che le rende uno dei gruppi più emarginati

Da queste considerazioni nasce il libro I AM A WOMAN no more and no less, realizzato all’interno del progetto “Empowerment of Disabled People Organizations promoting Women With Disabilities’ Rights in the West Bank” (Legittimazione delle organizzazioni dei disabili che promuovono i diritti delle donne con disabilità in Cisgiordania), finanziato dall’Unione Europea.

I ritratti presenti nel libro sono esempi di donne con disabilità che non accettano passivamente la condizione imposta dalla società. Donne che nonostante la stigmatizzazione e le discriminazioni multiple continuano le loro battaglie quotidiane per il rispetto dei propri diritti.

Le fotografie sono di Andrea e Magda, il testo italiano è stato curato da Chiara Cruciati e Marta Bellingreri.

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